03.09.2012

DANZANDO CON JOYCE.

 
03.09.2012

La Libreria: organismo vivente.

 
21.02.2012

SHAKESPEARE & COMPANY: la libreria

 
16.06.2011

“VENIAMO BRUCIATI COME CON LEGNA VERDE”

 
08.06.2010

IPAZIA

 
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08.06.2010
 
IPAZIA
maggio 2010
 
IPAZIA, oggi di moda e al cinema, non l'abbiamo mai conosciuta davvero, eppure è arrivata sino a noi.
Soggiogati dal mito della storia, continuiamo a chiederci anche di Gesù, è esistito o non è esistito?
Come se questo fosse l'essenziale e non ciò che emerge dal mito.
Altro che esperanto,

di questo siamo capaci! di Patrizia Gioia



“Nel patrimonio di significati ( cultura ) a disposizione del soggetto che esperisce, ve ne sono

di quelli grazie ai quali gli è reso possibile cogliere nella realtà gli aspetti utili a un favorevole proseguimento della sua vita, attribuendo così a tale realtà un “valore d’uso”, e ciò mediante

le categorie dell’intelletto (Kant).

In questo tipo di esperienza si manifesta il conoscere razionale e concettuale che si specializza

nel pensiero scientifico.

Ma nello stesso patrimonio culturale fanno parte altri e differenti modelli o immagini che, in luogo di dare senso alle “cose” utili, dando senso alla vita del soggetto che le vive, danno cioè valore al soggetto stesso in quanto tale” . ( C.Tullio Altan).



Questo secondo tipo di esperienza possiamo chiamarla “simbolica”.

L’esperienza razionale e quella simbolica sono inseparabili, pur se distinguibili, come le due facce della stessa medaglia, di cui consiste, nella sua integrità, l’esperienza umana.



L’orizzonte di valore, simbolico, con le sue dimensioni religiosa, estetica, morale è , non solo

un accumulo di saperi, dove oggi quello tecnologico rende “superiore” chi lo detiene, ma è

un movimento creativo che via via si svela e ci fa , “ascoltando” le voci della realtà, una realtà “cosmoteandrica” indica Panikkar, dove cosmo (natura) , umano (materia - finito) e divino

( spirito - infinito) sono inseparabili e senza gerarchia alcuna.



E’ in questo movimento che s’innalza dal basso l’esperienza cristica – una Cristofania, la nomina sempre Panikkar – un’esperienza umana, un’ invariante umana che, nasce, si esperisce e si evolve differentemente, con nomi differenti, in ogni uomo, perché differente la cultura, la storia,

la geografia di ognuno.

Ma è proprio “ in “ quest’esperienza che ogni uomo potrà parlare e comprendere la lingua di ogni altro, ( glossolalia) l’immagine simbolica della fiammella dello spirito che scese sugli apostoli rendendoli capaci di parlare e capire ogni lingua.

« ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: "Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio." » (Atti 2, 4-11)

Ecco come un’esperienza resuscita, anche il corpo.

Basta comprendere, “tenere insieme” i due piani, quello razionale e quello simbolico così che in noi si tocchino “tra”, toccandoci e trasformandoci, una mutua fecondazione.

Naturalmente il comprendere tutte le lingue è simbolico, significa solamente che avendo fatto esperienza di un “trascendente” ( che altro non è che trascendere il mentale), abbiamo avuto accesso in una zona d’unità, dove l’Amore parla e vive, con noi ed ogni altra cosa, di vita piena.

A noi ora comportarci di conseguenza. Possiamo tradurla l’esperienza o tradirla.

E qui sta la nostra libertà.

Dire che Dio esiste o che non esiste, accanirsi per difendere una posizione o l’altra non serve a nulla, è come un’inutile chiacchera, ci sono entrambe le posizioni in ognuno di noi, come non serve dire, per ogni cosa “se ”, quello che conta è sempre la spinta verso, il desiderio e il rischio della ricerca, la domanda e lo stupore sempre aperti : innocenti come fanciulli, attenti come serpenti, a me piace più dire..attenti come gatti! Infatti, bruciati con le streghe, come Ipazia, donna che testimonia che "delirare" è in ogni tempo estremamente pericoloso, si son sempre preferiti i tiepidi e i Cirilli, quelli che alzano la voce perchè non sanno più ascoltare, che aderiscono al cerchio, che nemmeno si accorgono della straordinarietà d'altra orbita.



Un impulso indomabile abita nel santuario di questo mondo

e ci spinge a rompere il silenzio delle cose

e ad esprimere il senso degli esseri in parole, gesti, colori e suoni...

Il mondo lotta per la rivelazione dell'uomo, del suo essere un'esperienza eterna.

Quando si uniscono amore e gesto. lotta e gioia, povertà e condivisione,

impegno e gratuità, parole e melodia, il senso del mondo e delle cose

ogni volta e di nuovo prende forma. (Padre Maria Turoldo)











 
 
 

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