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10.04.2012
 
IL PARADISO NON SOLO NON HA POSTO SEDUTO MA E’ SEMPRE PERDUTO.

Il film di Verdone.....................di Patrizia Gioia
 
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Che delusione il film di Verdone, una delusione perchè rispecchia quella della nostra generazione.
Si sa che non si vuole mai vedere quel che siamo, ci inganniamo da soli pur di non fare la fatica della Conoscenza.
Dopo la prima mezz’ora vorresti uscire, vecchiume ridipinto come quelle quinte di teatro da provincia, un maschile che pare un colabrodo tanto fa acqua da tutte le parti; relazioni inesistenti,
sentimenti sconosciuti, la tecnologia di sms e mail che fanno da surrogato non all’amore, ma a quello che ancora dell’amore si lascia indietro.
Tre uomini ancora ancorati all’adolescenza, ai dischi in vinile e ai cimeli del cantante rock, come
lui morto; ancorati al sogno d’essere famosi per niente; al continuo “sfregare” il gratta e vinci
come lampada di Aladino; meglio aspettare che qualcuno faccia qualcosa per noi invece che farla, invece che divenire responsabili di una vita che buttiamo via come il nostro sperma, anzi come lui lo vendiamo per pagare affitto e conto della spesa, oltre che Viagra.
E povere anche le donne, quelle che hanno creduto a Peter Pan e quelle cinquantenni o sessantenni che ancora credono al Principe Azzurro e pagano il ranocchio per una notte di menzogna pur di non rinunciare alla favola.
Ma sono i figli che qui prendono in mano la palla, i figli di questi genitori inesistenti, anzi peggio, genitori che nemmeno si vergognano di prendere soldi ai figli senza dare il resto.
Ma si sa che noi ci attacchiamo a chi non c’è, è al mito del genitore perfetto che ci sacrifichiamo, invece di vederlo per quel che è, povero essere umano, che troppo spesso lascia in eredità catene invece di libertà.
Ma a noi ci piace stare nel torbido perché vederci, come Narciso, richiede responsabilità.
Richiede quella giusta distanza anche tra noi e la nostra età.
Tra noi e quel “tra” che fa la Vita intensa , se in nostra “verità”.
Così Verdone ci lascia la speranza.
Certo il film è quello che è, operetta più che opera, ma questa è l’Italia, il mondo che ci circonda dove conta più chi ti conosce che chi conosci tu.
L’uomo è un microcosmo, ma anche un microtheos, per questo la speranza non nasce dall’attesa
di qualche evento, ma dalla dimensione dell’invisibile, che aspetta noi per diventare realtà visibile.
Siamo prove di sogno, ma il sogno fa parte dell’umano. Utopia e disincanto non sono parole vane.
Chissà se i nostri figli ce la faranno?
Per quanto mi riguarda tento d’essere ora figlia, tra terra e cielo, sapendo che se non assumo su di me le colpe d’ogni genitore, perdonando quel che non ha saputo, quel che non ha creduto, quel
che non ha vissuto, nessun nuovo mondo – fuori e dentro me - nascerà.

Patrizia Gioia, 8 marzo 2012


 
 
 

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