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RIDI PAGLIACCIO. SOPHIA, AIUTO!

 
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DEBITORE DI ALTRUI VUOTI

 
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26.04.2012
 
RIDI PAGLIACCIO. SOPHIA, AIUTO!
il film di Woody Allen TO ROME WITH LOVE
di patrizia gioia
 
Il niente affatto stupido film di Woody,
che potrei titolare: Ridi Pagliaccio! Sophia Aiuto!
( andate a vederlo e capirete perché) mi ha riportato alla mente una storiella molto significativa.
Un vecchio saggio di orientali paesi si stava dilettando, nella sua dimora, della compagnia di una prostituta, quando un gruppo di sapienti arrivò da lui per porgli dei quesiti, in quanto il vecchio era il più saggio del paese. Il vecchio saggio, all’annuncio della visita, fece nascondere subito dietro
ad una tenda la donna e ricevette il gruppo. Dopo un po’ di tempo, visto che in quei luoghi il caldo
è piuttosto soffocante, la donna non ce la faceva più a stare nascosta dietro la tenda ed uscì, alla vista di tutti. Il gruppo rimase esterefatto ( potete pensare che pensarono: come il vecchio saggio si intrattiene con una prostituta?!). Allora la donna, vedendo lo sbigottimento generale disse: si, signori, io sono quel che appaio, potete voi dire lo stesso di voi?!
Nel film “ to Rome with love” la miglior figura infatti la fa la prorompente signora in rosso
( una tomatosa Penelope Cruz) che è decisamente la più autentica di tutti.
Gli altri si arrabattono come possono, i giovani perché son giovani, i vecchi perché son vecchi.
Certo che Woody ce la fa una bella satira della nostra società globalizzata, dei nostri strizzacervelli, dei nostri TG, dei nostri intervistatori e intervistati, dei nostri famosi per un giorno e cantanti sotto la doccia per un pubblico che sta a sentire e vedere senza più ascolto alcuno, rimbecilliti tutti da
una mancanza totale di consapevolezza e responsabilità.
Mortificante e inquietante il ritratto del tenore ( che fuori dalla doccia non sa più cantare), nel film si ride; quando invece nella vita lo vediamo e lo ascoltiamo quel faccione mostro da giardino di Boboli, reso prodotto come solo l’economicismo sa fare ( anche la pubblicità si è venduta), stiamo tutti seri e zitti; crediamo sempre a quel che ci dicono più che a quel che sentiamo e vediamo e patiamo.
Roma Woody ce la fa vedere bella, come Parigi e Barcellona e New York, chè le città hanno ancora dei luoghi dove il loro incanto non siamo ancora riusciti a violarlo, ma non temiamo, riusciremo a rendere tutto un ground zero, Attila è sempre in noi, lo raccontò bene Bertolucci, (interpretato allora da un raccapricciante Donald Suterland) nel suo “900”. Si sa che anche la storia siamo noi.
Siamo tutti attori di un film, c’è anche sempre un Bogart o un grillo parlante che, dall’invisibile, ci dice di provarci ancora, ma fino a quando sapremo sostenere la parte, invece di farla nuova la Vita.
Per fortuna c’è sempre un Poeta ( e ancora Woody prende in prestito le parole di Rilke ): poiché qui non c’è alcun luogo che non ti veda: devi cambiare la tua vita.
Ciack: si gira! Domani è un altro giorno. E la Speranza, si sa, è sempre l’ultima a morire, questa volta dal gran ridere di noi.
Patrizia Gioia
www.spaziostudio.net
 
 
 

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