26.10.2012

CONVEGNO "L'ECONOMISTA MISTICO"

 
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03.09.2012
 

L’uomo che ha saputo dire no al non essere Uomo.

Carlo Rampaldi
 
Mi immagino che se ne sia andato volando, su una bicicletta, finalmente dentro al sogno che
non sappiamo più sognare e che non sogneremo più senza uomini come lui.
Carlo Rampaldi non era il genio degli effetti speciali, ma era un uomo che sapeva estrarre dalle profondità umane il genio che ci vive e che noi quotidianamente umiliamo e spesso sacrifichiamo ad una mortificante tecnologia, ben lontana da quella “tecnè” di cui Rampaldi rimane ultimo epigono, anche se io preferisco metterlo come primo di una nuova scia di mortali che sapranno essere immortali dicendo, come lui, no al non essere umani.

Chi come me ha lavorato per quarant’anni accanto agli artigiani, nel mondo della creatività e della
tv e del cinema, sa di cosa sto parlando e conosce bene il dolore e l’avvilimento che si prova quando si sacrifica alla tecnologia la nostra capacità d’Artista, quale l’Artigiano, ogni Uomo è.
E parlo di ogni uomo che usa testa mano e cuore nel suo quotidiano lavorare, inseparabile da quello che lui è, passione che vive di conoscenza e che sola cura la vita.
Ma come si fa abdicare a ciò che pulsa dentro e che spinge alla creazione?
Come si può obbligare un essere ( animale che gode e respira di terra e di cielo) a sedere ore dopo ore in una angusta stanza davanti ad uno schermo, schiacciando tasti per mettere in fila “segni”, ben lontani dalla forza trasformativi del “simbolo”, immagini che non formeranno mai il nuovo, perché il nuovo non è 1+1, non è moduli e schemi e formule, il nuovo non è caratteri già disegnati, numeri già numerati, ma follia e utopia che dialogano continuamente con l’impossibile e l’irrealizzabile, possibili però a divenire realtà grazie alla nostra mediazione umana, una continua danza tra dentro
e fuori, tra visibile e invisibile, tra verità e vita.

Rambaldi sapeva stare su quella soglia dove si sconfina e ci si potrebbe anche perdere, ma è solo
lì che si trova, vedendo quella profondità di realtà che solo gli Artisti sanno vedere ed è per questo che hanno bisogno del loro “antro”, come le streghe i maghi e i gatti, hanno bisogno del buio e del silenzio per forgiare, per estrarre da loro l’oro che vive e che da forma ai sogni che diventano realtà.

Nessun compiuter avrebbe saputo creare E.T. , perché nessun compiuter sa piangere e pregare.
E’ di queste sostanze che sono fatti i sogni, che necessitano della disperazione umana, la sola
che tocca la trasparenza del cuore trasformadosi in amore.
E’ nell’armonia dell’amore che danza l’eternità, fatta della stessa sostanza dei sogni e della fantasia, dissipando così l’orrore della nascita e l’orrore della morte che, insieme all’ingiustizia, rendono l’esistenza un incubo.
Ed è dalla consapevolezza e responsabilità di questo incubo che il genio delle nostre profondità ci tira fuori, ( mai saprà farlo anche il più evoluto PC) indicandoci altre nuove strade, illuminando
il buio, come il faro di quella bicicletta che sta accompagnando Rambaldi , E.T. e tutti noi che sappiamo ancora essere fanciulli, nella terra dove i sogni sono realtà.

Arrivederci, a casa!

Patrizia Gioia
“i semi della gioia”
www.spaziostudio.net
12 agosto 2012
 
 
 

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